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Una della particolarita’ piu’ interessanti della nostra cultura moderna e’ stata l’intensa, quasi compulsiva collaborazione fra coloro che praticano la strada delle parole e coloro che navigano nell’universo delle immagini. In un mondo straripante di forme pittorico-verbali (film, televisione, libri, giornale) questa collaborazione ha il suo equivalente piu’ sofisticato nell’arte contemporanea. Ma la sequenza va oltre l’optical phraseology: fondamentalmente trova la sua base nell’etimologia, attraverso una fusione simbiotica tra le parole e le immagini. Il lavoro diviene una forza semantica, sintattica, comunicativa, che codifica messaggi, racconta storie, esprime idee, evoca emozioni.